5 itinerari imperdibili in Costa Azzurra

Oggi vi riportiamo un bell’articolo apparso sul sito Ecobnb Viaggi Verdi in cui Silvia Ombellini intervista i nostri due amici Annalisa Porporato e Franco Voglino di Madotao.it

Come non citare Renoir, Picasso, o Matisse e Le Corbusier… questo angolo di Francia è stato amato e frequentato dai migliori artisti e hanno contribuito ad aumentarne la fama fino a diventare una delle mete migliori di tutta Europa.

Ciò nonostante ci sono ancora panorami nascosti e incontaminati, da lasciarci il fiato. Per non parlare dei piccoli paesi e borghi autentici tutti da scoprire.

“Itinerari imperdibili in Costa Azzurra” è un bel libro scritto da Annalisa e Franco, Edizioni del Capricorno, che vi aiuta nella Libro smallscoperta di questa parte così suggestiva della Francia.

Nel libro sono raccontati 5 itinerari, dal confine italiano fino a Tolone, tutti da percorre a piedi.

Non solo le ovvie meraviglie costiere quindi, ma anche i paesaggi dell’entroterra da percorrere in “slow mood” per scoprirli e conoscerne veramente la storia, l’arte e le tradizioni.

Ecco il testo integrale dell’intervista.

Come è nata l’idea del vostro viaggio a piedi dai confini dell’Italia alla Costa Azzurra?

Abbiamo già realizzato numerosi trekking in Francia, un paese che è molto attento alle esigenze dei trekker e dei semplici camminatori.

Bellissime esperienze sono state lo Chemins des Phares in Bretagna da Portsall a Brest al cospetto dei più bei fari francesi di fronte all’Oceano, il Trekking de La Chartreuse nell’Isere che raggiunge la meravigliosa e mistica Grande Chartreuse raccontata nel famoso film “il grande silenzio”, il Trekking dei ghiacciai del Parc de La Vanoise in Savoia con paesaggi grandiosi.

La Costa azzurra è stata per vicinanza geografica una piacevole conseguenza.

Precisiamo che la guida è pensata per un turismo “attivo”, ma si presta molto bene anche per chi non ha il tempo o la possibilità di visitare questi luoghi raggiungendoli a piedi.

La Costa Azzurra è una delle destinazioni più famose al mondo: è ancora possibile scoprire luoghi intatti e autentici dove il turismo globale non è arrivato?

Sì certamente, basta staccarsi dalla costa per scoprire un territorio davvero affascinante.

In questo territorio il mare non è l’unico protagonista e si può ripiegare con uguale soddisfazione nella visita ad un caratteristico paesino dell’entroterra tra panorami e colori, tra atelier d’arte e musei del profumo, scegliendo tra abbazie silenziose in freschi boschi o la mondanità chiassosa e frenetica di una città costiera alla “moda”.

L’entroterra della Costa Azzurra è meno frequentato dai turisti, ma anche più incontaminato: meravigliosi paesaggi, profumi e vigneti circondano le piccole cittadine medievali arroccate sulle colline, la chiese nascoste, ulivi e colorati alberi di mimosa che incorniciano il tutto in un dipinto impressionista.

Quali mete meno note (sconosciute ai più) e meno turistiche della Costa Azzurra consigliereste ai nostri lettori?

Proseguendo lungo essa il dipartimento del Var si dilunga dal Golfo di Saint-Tropez a oltre il Golfo di Tolone con un territorio che, lavanda a parte, ricorda molto la Provenza classica, ma più verde e boscosa tanto da esser chiamata, per l’appunto Provence Verte.

Un grande classico per gli amanti della natura e dei colori è il Massif de l’Esterel con una costa dal colore rosso e dalle incredibili geometrie delle formazioni rocciose . Ovunque ci si sentirà attratti da una natura rigogliosa e ricca di sfumature in una luce sfavillante.

Quali sono gli “Itinerari imperdibili in Costa Azzurra” presentati nel vostro libro?

Si parte dalla costa est da Menton a Nizza, la prima parte della Costa Azzurra è quella che più batte vicina al cuore italiano complice il fatto che, fino a 1860, tutto il territorio faceva parte dei territori di Casa Savoia.

Poi si prosegue con la costa ovest , oltre Nizza mantenendosi lungo il litorale della Côte Azur, passando per località note e centri abitati arroccati sulle colline come Haut-de-Cagnes o distesi lungo le spiagge come Mandelieu-La Napoule, da capi verdeggianti in cui si celano ville sontuose come Antibes, per poi deviare dal tracciato salendo sul traghetto e raggiungere isole permeate di storia, arte e natura come le Lérins.

Poi si punta verso la Cote d’Azur interna le colline si fanno più elevate e ravvicinate, il paesaggio cambia e dopo Grasse si entra in un mondo di strette gole e altipiani sassosi per poi immergersi in boschi e paesini arroccati in cima alle colline da cui il mare non è mai così lontano e fa capolino in lontananza, circondati da uliveti.

Si va alla scoperta di borghi caratteristici dal grande fascino e dalla vena artistica data dalla presenza di numerose gallerie d’arte di fama internazionale , spesso sedi di atelier di artisti di talento.

Poi si prosegue nel dipartimento del Var che si dilunga dal Golfo di Saint-Tropez a oltre il Golfo di Tolone ci si trova a percorrere una zona per molti aspetti simile alla precedente. In effetti, con il termine Côte Azur si tende di solito a comprendere solo la porzione che va da Menton a poco oltre Cannes ma, in realtà, il nome abbraccia anche la costa fino a Hyères.

Zone di spiagge e promontori di rara bellezza, le località che oggi sono raffinati luoghi di villeggiatura marina videro le azioni dello sbarco Alleato durante l’agosto del 1944. Ora sono il regno dei kitesurfer dei windsurfer e di prestigiose scuole di vela e molti sono i sentieri dove è possibile immergersi in una natura dai mille colori e profumi.

Quale di questi itinerari vi è rimasto nel cuore, e rifareste subito?

Forse la Passeggiata attorno a Cap Ferrat.

Per chi ha tempo immancabile la passeggiata lungo il litorale che porta tutto attorno al capo. Parte dall’Ufficio del Turismo dove si prende la scalinata alle sue spalle per scendere lungo Chemin de Passable e arrivare all’omonima spiaggia, piccola e raccolta ma dall’acqua limpidissima. Quindi si prosegue lungo la costa mantenendo il mare alla propria destra e alternando un primo tratto asfaltato a sentiero e scalinate.

Molto spettacolare è il capo vero e proprio, dominato dal faro, quando si abbandona il “selvaggio” Chemin des Douaniers per il più “domestico” Chemin de la Carrière dove il tracciato è stato scavato direttamente su scogli diversamente impossibili da attraversare, in un paesaggio quasi lunare con il nulla del mare alla vista e dominato dalla mole del faro bianco.

Da questo punto la passeggiata si fa più tranquilla e regolare fino ad arrivare in centro a Saint-Jean-Cap-Ferrat (giro circolare: 6,5 km totali, 2 ore con tranquillità).

Per che tipo di viaggiatori sono adatti gli itinerari proposti? Ci sono anche itinerari adatti famiglie con bambini?

La nostra guida è adatta ai viaggiatori “curiosi” e attivi.

Esistono sicuramente anche tanti itinerari adatti alle famiglie con bimbi. Per esempio Il modo migliore per “respirare” l’aria di Cap d’Ail è percorrere il Sentier du litoral. Lungo 3,5 km, di cui 2 percorribili anche da disabili e con bambini piccolissimi, va da plage Marquet a plage de la Mala.

Se doveste raccontare attraverso 5 scatti fotografici la vostra esperienza quali foto scegliereste?

Dunque: i colori e le sfumature ocra della costa del Massif de L’Esterel, il blu del mare delle isole Hyeres, il caratteristico centro storico antico di Nizza con il mercato dei fiori e delle spezie, la gialla fioritura delle mimose nello splendido borgo di Bormes les Mimosas, gli scenografici murales sul tema del cinema che tappezzano le case del centro di Cannes.

Costa azzurra 13

Qual’è la cosa più strana o curiosa che è successa durante il vostro viaggio?

L’aver scoperto che nell’interno della Cote d’Azur nel territorio del comune di Thorenc si trova la Réserve Biologique des Monts d’Azur , una riserva faunistica in mezzo ad una natura intonsa, isolata dal mondo, che offre la possibilità di scoprire numerosi animali selvatici tra cui il bisonte europeo. Il bisonte più noto è quello nord-americano ma anche in Europa si trova questo possente animale. O meglio: si trovava perché oggi è praticamente estinto in tutta Europa e sopravvive ormai solo più in un areale tra Polonia e Bielorussia. E nelle riserve faunistiche come il Mont d’Azur, per l’appunto.

E pensare che la sua diffusione e importanza era tale che lo si ritrova dipinto all’interno delle grotte preistoriche come Lascaux (in Francia, vecchia da 15.000 a 13.000 anni fa) o Altamira (in Spagna, datate 18.000, 14.000 anni fa). Nella riserva, in un’area di 700 ettari, gli animali vivono allo stato selvatico, con un contatto umano diretto ridotto al minimo necessario per apportare le eventuali cure e vengono offerte due modalità di visita: a piedi o in calesse o, in inverno, con la slitta. A piedi è sicuramente molto suggestivo ma per sicurezza non ci si avvicina molto ai bisonti, mentre la presenza dei cavalli e del loro traino li rende assolutamente indifferenti e ci si può avvicinare anche di molto in piena sicurezza.

La lentezza la modalità di viaggio che proponete attraverso il vostro libro. Qual’è il bello di viaggiare slow?

Ogni cosa è una scoperta che arricchisce e soprattutto ha il tempo di venire assimilata, l’esatto contrario del viaggio organizzato.

Cosa significa per voi viaggiare sostenibile?

Spostarsi il più possibile a piedi ovviamente con buon senso e senza estremismi. In sanscrito la parola passato viene descritta come “quello che abbiamo camminato” e la parola futuro “quello che raggiungeremo con i nostri passi”.

 

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